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Finora è stato attribuito alla chirurgia di revisione l’8-9% del totale degli interventi di protesizzazione dell’anca, che corrisponde a circa 12.000 reinterventi protesici all’anno, con una costante tendenza alla crescita. Ciò è determinato dall’aumento dei primi impianti protesici, dalla diminuzione dell’età media dei pazienti, dai cambiamenti comportamentali degli operati (sempre più spesso in età lavorativa o addirittura con ambizioni di praticare un’attività sportiva), dall’allungamento della vita media, dal prolungato mantenimento di relative buone condizioni di salute e dall’affinamento della gestione anestesiologica, che ci consente di re-intervenire chirurgicamente anche in pazienti in età avanzata o in condizioni relativamente compromesse.
Si calcola di raggiungere, entro un decennio, una percentuale doppia di revisioni chirurgiche, pari a circa il 18-20% del totale degli impianti protesici d’anca, parametri peraltro entrambi in crescita, con reinterventi sempre più frequenti e alquanto impegnativi dal punto di vista tecnico e assistenziale. Questa prospettiva determinerà nei nostri reparti ortopedici un ulteriore aumento dei carichi di lavoro, già ora comunque molto elevati per la realtà traumatologica dello scheletro che vi grava, specie per quella dell’anziano.
Scheda tecnica