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L'O.M.S. definisce le malattie croniche come "problemi di salute che richiedono un trattamento continuo durante un periodo di tempo da anni a decadi". Tale definizione fa chiaro riferimento all'impegno di risorse umane, gestionali ed economiche in termini sia di costi diretti (ospedalizzazione, farmaci, assistenza medica ecc.) che indiretti (mortalità prematura, disabilità nel lungo termine, ridotta qualità di vita ecc.) necessarie per il loro controllo. Ad oggi si stima che circa il 70-80% delle risorse sanitarie a livello mondiale sia speso per la gestione delle malattie croniche; il dato diviene ancora più preoccupante alla luce delle più recenti proiezioni epidemiologiche, secondo cui nel 2020 esse rappresenteranno l'80% di tutte le patologie nel mondo. I dati indicano inoltre come all'avanzare dell'età le malattie croniche diventino la principale causa di morbilità, disabilità e mortalità, e gran parte delle cure e dell'assistenza si concentra negli ultimi anni di vita. La cronicità, infine, è associata al declino di aspetti della vita come l'autonomia, la mobilità, la capacità funzionale e la vita di relazione con conseguente aumento di stress psicologico, ospedalizzazioni, uso di risorse (sanitarie, sociali, assistenziali) e mortalità. Secondo i dati ISTAT, due milioni seicentomila persone vivono in condizione di disabilità in Italia (4,8 % della popolazione totale, 44,5 % nella fascia di età>80 anni) e ciò testimonia una trasformazione radicale nell'epidemiologia del nostro Paese. ...
Scheda tecnica