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Militerni. Neuropsichiatria Infantile 8e

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Uno sguardo di confine tra i sentieri della Neuropsichiatria infantile Ricevere l’invito a scrivere la Prefazione di un trattato di Neuropsichiatria Infantile, senza appartenere
all’ambito medico, oltre che un onore può suscitare un iniziale senso di esitazione. Tuttavia, è proprio questa posizione “laterale” che consente, forse, di cogliere con maggiore evidenza uno degli aspetti più rilevanti dell’opera di un Maestro indiscusso come Roberto Militerni: la sua natura intrinsecamente interdisciplinare. Il testo che il lettore ha tra le mani non si limita infatti a presentare in maniera esemplare quadri clinici o a descrivere procedure diagnostiche e terapeutiche. Esso propone, in modo coerente e argomentato, una visione dello sviluppo umano come processo complesso, nel quale dimensioni biologiche, psicologiche, pedagogico-relazionali e contestuali risultano profondamente intrecciate. Si tratta di una prospettiva del tutto coerente con gli sviluppi della pedagogia contemporanea. Le linee di fondo di questo orientamento si intravedono già in Rousseau: nella sua visione, il bambino non è un adulto in miniatura, ma un soggetto con una propria specificità, dotato di caratteristiche peculiari che derivano e si sviluppano nel corso del suo processo di crescita e maturazione. Nei secoli successivi l’ordine neurobiologico e neurofunzionale del bambino viene portato in
superficie e studiato nei suoi diversi aspetti. Così, a partire dall’Ottocento, il Positivismo si afferma in Europa, e in pedagogia va acquisendo sempre maggiore rilievo il paradigma scientifico, fondato sull’osservazione e sulla ricerca di leggi regolatrici della natura umana su cui fondare lo studio l’apprendimento. Nasce la pedagogia scientifica come disciplina fortemente legata alla fisiologia e alla teoria dell’evoluzione ponendosi in grado di avviare processi di analisi sperimentale dei vari modelli educativi. Si tratta anche di un rinnovamento sul piano metodologico, che prevede l’osservazione scientifica del fenomeno, seguita dalla formulazione di un’ipotesi come modello interpretativo. Il paradigma scientifico, pur con i suoi limiti, ha alimentato, attraverso una nutrita schiera di autori, un grande movimento ideale che ha consentito di costruire una metodica di indagine del fenomeno educativo che ad oggi può considerarsi come acquisita. Riguardo ai contenuti del sapere pedagogico, questo si è articolato in più discipline, le  scienze dell’educazione, che concorrono, da angolazioni diverse, allo studio e alla soluzione dei problemi educativi scaturiti dalle esigenze formative di una società in frenetica evoluzione. Il soggetto resta al centro, come ha dimostrato Elisa Frauenfelder, che, a partire dagli anni Ottanta del Novecento, ha proposto un’innovativa linea di ricerca fondata sull’intreccio di biologia e cultura, approfondendo i meccanismi informazionali che dal livello biologico giungono fino all’analisi delle strategie apprenditive, conferendo nuovo slancio alla pedagogia, con l’obiettivo di rafforzare una proposta educativa integrale. In questa prospettiva, la neuropsichiatria infantile si configura non solo come disciplina medica, ma come ambito di convergenza di saperi, capace di dialogare con la pedagogia e le scienze dell’educazione come tra l’altro dimostra la feconda collaborazione scientifica tra questi settori consolidatasi presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa nei Master in Psicopatologia dell’infanzia 0-6, DSA, BES e Tutor per l’autismo che rendono tali percorsi un unicum a livello nazionale. Particolarmente significativo appare, in questo senso, il continuo richiamo alla dimensione evolutiva. Il bambino, infatti, è inquadrato da un punto di vista dinamico, e il disturbo cessa di essere studiato come una realtà statica, divenendo invece espressione di traiettorie di sviluppo che si costruiscono nel tempo, all’interno di un’interazione reciproca tra individuo e ambiente. Questo orientamento consente di superare letture rigidamente categoriali, aprendo a una comprensione più articolata e rispettosa della complessità del funzionamento umano. Da una prospettiva pedagogica, risulta inoltre di grande interesse l’attenzione riservata ai contesti di vita del bambino e alle implicazioni educative degli interventi. Il tema della regolazione, delle competenze adattive e della partecipazione sociale attraversa l’intero volume, richiamando implicitamente la responsabilità condivisa dei diversi attori coinvolti nei processi di crescita. In conclusione, il volume del prof. Roberto Militerni si propone dunque come uno strumento utile non solo per i professionisti della salute, ma anche per quanti, a diverso titolo, si occupano di
sviluppo, educazione e inclusione. La sua lettura invita a riconoscere la necessità di un linguaggio comune tra discipline diverse, nella consapevolezza che la complessità del bambino in crescita non può essere compresa né affrontata all’interno di un unico paradigma. Se questa Prefazione riesce a offrire uno sguardo “di confine” sull’opera, lo deve proprio alla distanza dal sapere medico in senso stretto, distanza che si traduce qui in un’occasione di dialogo e di integrazione. Prof. Fabrizio Manuel Sirignano
Professore Ordinario di Pedagogia Generale e sociale Università degli Studi Suor Orsola Benincasa – Napoli Componente della Commissione per il Sistema integrato di educazione e di istruzione Ministero dell’Istruzione e del Merito Questa nuova edizione nasce dall’evoluzione delle conoscenze che si sono verificate in questi ultimi anni in ambito neuroscientifico, genetico e dello sviluppo. Ciò ha reso sempre più evidente la necessità di affiancare alla tradizionale prospettiva descrittivo-categoriale una visione attenta ai processi e alle traiettorie neuroevolutive. A questo quadro si è recentemente aggiunto il contributo delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, che stanno progressivamente ampliando le possibilità di osservazione, analisi e integrazione dei dati clinici, aprendo nuove prospettive ma anche nuove questioni interpretative. Il volume pertanto si propone di integrare la dimensione descrittiva con una lettura comprensiva, orientata a cogliere la continuità tra sviluppo tipico e atipico e a riconoscere le possibili traiettorie evolutive che sottendono i diversi profili clinici. Particolare attenzione è dedicata al ruolo delle dinamiche relazionali tra la persona in crescita e le figure dell’ambiente significativo e alle modalità attraverso cui queste interagiscono con le caratteristiche neurobiologiche individuali.Coerentemente con una prospettiva clinica, il testo ha ampliato la parte relativa agli interventi terapeutici, con lo scopo di offrire strumenti utili a orientare il processo di presa in carico. In questo senso, la funzione del clinico viene intesa come quella di integrare informazioni provenienti da diversi livelli di analisi per un inquadramento funzionale e dinamico del bambino e dell’adolescente al fine di costruire un percorso di strutturazione del funzionamento del sé e del funzionamento interpersonale rispondente alle esigenze dell’integrazione sociale. Il volume è rivolto a neuropsichiatri infantili, psicologi, specializzandi e, più in generale, a tutti i professionisti coinvolti nella valutazione e nell’intervento in età evolutiva. Peraltro, esso può rappresentare uno strumento di riferimento per operatori dell’area educativa, quali insegnanti o insegnanti di sostegno, interessati a una comprensione clinicamente  ondata dei disturbi dello sviluppo. Roberto Militerni

Scheda tecnica

Lingua
Italiano
Autore
Roberto Militerni
Casa Editrice
Idelson Gnocchi
Anno pubblicazione
2026
Mese di Pubblicazione
Giugno
Edizione
8
Volumi
1
Pagine
668
ISBN
9788879478908
Rilegatura
Copertina flessibile

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